21/07/2024

Marco sta camminando per vie che conosce da anni, ma che oggi gli appaiono diverse.
Si, ci sono sempre la solita piazzetta con la fontana a terra, i quattro corsi che si congiungono nella grande piazza con la Madonnina in centro e la chiesa che vi si affaccia, ma quasi non li riconosce.
Ad un tratto, una vetrina. Un rigattiere. Nuova, non l’aveva mai vista. All’interno tre specchi.
Marco li guarda stupito, ed in quello centrale c’è la sua immagine riflessa. Ma non è proprio lui. E’ il Marco di trent’anni fa. Trenta chili di meno, capelli castani e pelle abbronzata.
E, mentre guarda lo specchio, l’immagine muta. Anche per il Marco riflesso il tempo passa. E passa velocemente. A poco a poco si avvicina al Marco di oggi.
Sposta allora lo sguardo sullo specchio di sinistra dove scorre il film della sua vita. Rivede passare i suoi anni, i suoi amori, le sue gioie ed i suoi dolori. E li sente, li prova quei dolori, quelle paure, quelle solitudini, quei momenti di sconforto. E li rivive. E li ripiange con le stesse lacrime amare di allora. Sono troppo forti e deve distogliere lo sguardo che si posa sullo specchio di destra, dove vede passare quei nanerottoli che cercano di fare i primi passi incerti aggrappati al dito della sua mano.
Li vede crescere con le divise da calcio, con i tutu di danza, con gli zaini di scuola sulle spalle e si, rivivrebbe tutte quelle pene, quelle fatiche dello specchio di sinistra per poter rivivere le gioie di quello di destra.
E chiude gli occhi per un attimo, per godersi quell’immagine dei ragazzi diventati grandi di cui è così orgoglioso.
Li riapre, ma davanti a lui c’è un portone chiuso. Della vetrina con gli specchi non c’è traccia.
Si guarda intorno un po’ frastornato, quasi non sapesse dove si trova.
Poi, piano, riprende il cammino con un sorriso disegnato sul viso e uno sul cuore.
By UMORA