Vita da Marco


PRESENTAZIONE

Qui trovate le storie più o meno immaginarie di Marco, un personaggio di fantasia che ha pensieri più o meno condivisibili sulla vita.



053
04/11/2024



By UMORA



052
30/09/2024





By UMORA



051
26/09/2024

Ci sono luoghi che diventano speciali. Puoi scegliere se non andarci più perchè lei non c’è o continuare a frequentarli perchè non puoi dimenticare.
Io sono qui che spero in un miracolo che ti faccia ricomparire!

By UMORA

050
26/09/2024


Ho visto la tua foto e mi è venuta voglia di commentare, di dire che il titolo era: “Due stelle in una foto” oppre: “Cleopatra che tiene in pugno RA”, ma ho preferito tenere questi pensieri in un cassetto, scritti su un tovagliolino di carta.

By UMORA

049
16/09/2024


048
13/09/2024


047
10/09/2024


046
09/09/2024


045
09/09/2024


044
08/09/2024


043
06/09/2024


042
28/08/2024


041
28/08/2024


040
17/08/2024
Ci sono labbra che quando pronunciano il tuo nome per la prima volta producono un suono che non avevi mai sentito, una melodia che non puoi più scordare.
E la vorresti risentire ogni momento e colorarla con tutti i colori dei sentimenti che il cuore può sentire, con tutte le tonalità delle sensazioni che l'anima può provare.

By UMORA





039
12/08/2024






038
12/08/2024





E se la vita fosse solo un sogno nel quale siamo prigionieri e dal quale ci sveglieremo un giorno? Beh, spero che al mio risveglio mi accorga di non essere il solo ad essersi destato con la voglia di riprovarci e ricominciare tutto daccapo.
By UMORA

037
01/08/2024



(Dipinto: La passeggiata. di Marc Chagall)

Vorrei far di te
un'anima leggera
e tenendoti per mano
farti sorvolare
gli ostacoli della vita.

By UMORA




036
23/07/2024
Marco stava aprendo il computer quando lei, passandogli accanto con un cesto di roba da sistemare, gli disse:- Grazie per essere qui ad aiutarmi! -
Marco le si avvicinò, le prese il cesto dalle mani e lo posò sul tavolo. Poi le prese le mani, la guardò dritto negli occhi e le disse:- Ti sbagli! Io non sono qui per aiutarti. Sono qui perchè mi piace passare il mio tempo con te.-
Dopo un attimo di silenzio in cui nessuno aveva altro da aggiungere, tornò al suo computer.

By UMORA






035
21/07/2024
21/07/2024


Marco sta camminando per vie che conosce da anni, ma che oggi gli appaiono diverse.
Si, ci sono sempre la solita piazzetta con la fontana a terra, i quattro corsi che si congiungono nella grande piazza con la Madonnina in centro e la chiesa che vi si affaccia, ma quasi non li riconosce.
Ad un tratto, una vetrina. Un rigattiere. Nuova, non l’aveva mai vista. All’interno tre specchi.
Marco li guarda stupito, ed in quello centrale c’è la sua immagine riflessa. Ma non è proprio lui. E’ il Marco di trent’anni fa. Trenta chili di meno, capelli castani e pelle abbronzata.
E, mentre guarda lo specchio, l’immagine muta. Anche per il Marco riflesso il tempo passa. E passa velocemente. A poco a poco si avvicina al Marco di oggi.

Sposta allora lo sguardo sullo specchio di sinistra dove scorre il film della sua vita. Rivede passare i suoi anni, i suoi amori, le sue gioie ed i suoi dolori. E li sente, li prova quei dolori, quelle paure, quelle solitudini, quei momenti di sconforto. E li rivive. E li ripiange con le stesse lacrime amare di allora. Sono troppo forti e deve distogliere lo sguardo che si posa sullo specchio di destra, dove vede passare quei nanerottoli che cercano di fare i primi passi incerti aggrappati al dito della sua mano.
Li vede crescere con le divise da calcio, con i tutu di danza, con gli zaini di scuola sulle spalle e si, rivivrebbe tutte quelle pene, quelle fatiche dello specchio di sinistra per poter rivivere le gioie di quello di destra.

E chiude gli occhi per un attimo, per godersi quell’immagine dei ragazzi diventati grandi di cui è così orgoglioso.
Li riapre, ma davanti a lui c’è un portone chiuso. Della vetrina con gli specchi non c’è traccia.
Si guarda intorno un po’ frastornato, quasi non sapesse dove si trova.
Poi, piano, riprende il cammino con un sorriso disegnato sul viso e uno sul cuore.


By UMORA


034
18/07/2024



033
05/07/2024
A volte mi capita di sedermi a contemplare un bel paesaggio e di pensare a qualcuno in particolare.
E penso che, proprio mentre sto pensando a lei, da qualche parte nel mondo, lei stia pensando a me!
Cosa? per te è una ca..ata?
Lo so, ma se questo ti fa star bene perché non farlo?
By UMORA

By UMORA




032
01/07/2024



Marco sta camminando con passo lento tra le aiuole che costeggiano il lago guardando la luna che fa capolino da dietro una nuvola.
D'improvviso vede l’insegna di un hotel e un turbinio di ricordi riaffiorano nella sua mente.
Quanti anni sono passati? Una vita.
Eppure è bastata l'immagine di una fila di finestre che guardano il lago per riportare alla mente ricordi lontani.

Ora è seduto su una panchina e altri ricordi, di altre storie, di altri anni, di altre vite gli tornano alla mente.
E si rende conto che non è vero che il tempo cancella il passato, i ricordi. Magari li modifica un po', ma non li cancella.
Quello che fa è esaltare, mettere in evidenza quella che è stata la nostra esperienza. Sia che si tratti di un'amicizia, un amore o un lavoro.
Col passare degli anni si matura un ricordo positivo o negativo in funzione del rapporto tra i momenti belli e felici e quelli brutti e tristi passati.
Se si conserva un cattivo ricordo è perché si fatica a ricordare momenti felici perché sono stati molto pochi in confronto a quelli tristi, mentre se si conserva un bel ricordo, una bella sensazione, si fatica a ricordare quelli brutti e tristi.
E conta poco come e perché si sia conclusa la storia. Quel che conta è quel che si è vissuto, provato, sentito durante.

Ora qualche goccia lasciata cadere da quella nuvola che ora copre completamente la luna lo riporta al presente e si avvia a tornare all'auto parcheggiata qualche aiuola più in là chiedendosi quando gli capiterà ancora di ripassare da quelle parti.

By UMORA

031
21/06/2024






030
16/05/2024





029
12/05/2024



028
04/05/2024




027
29/04/2024



026
26/03/2024






025
25/03/2024

Quel che volevo non era che mi chiedessi come stavo, era che ascoltassi la risposta.

By UMORA



024
20/03/2024

La solitudine non è essere soli,
è sentire la mancanza di qualcuno.


By UMORA


023
20/03/2024



L’attesa

L’attesa è un tempo lento
E’ stare immobile con le mani sudate
L’attesa è un tormento
E’ ripensare a risposte mai date

L’attesa…
L’attesa è un messaggio
E’ l’aspettarlo invano
L’attesa che arrivi il coraggio
Di prenderle la mano

L’attesa…
L’attesa di risentire quella voce
Di rivedere quel sorriso
Che non passi poi così veloce
Quello stupore sul suo viso

L’attesa…
L’attesa che ti fa male
L’attesa che non puoi star fermo
L’attesa che ti fa desiderare
Di scappare, di volare

Dove il tempo più non scorre
Dove più non si prova amore
Dove non c’è più dolore.



By UMORA





022
16/03/2024

Verione 1
Eppure uno ci prova.
Ci prova a non mandare quel messaggio, quel “Buongiorno”, quel “Ciao, come stai?”, ma non ce la fai.
Alla fine cedi e lo mandi.
Eppure lo sai che ti fa male, ma è come essere in crisi d’astinenza. Lei è diventata la tua droga.
Non vedi l’ora di scrivere quelle poche parole e premere “Invia” nella speranza di una risposta.


Versione 2
Eppure uno ci prova.
Ci prova a resistere. Ci prova a non pensarci.
Ma ormail è sempre più difficile.
Arriva già al mattino quel pensiero, e poi ti segue tutto il giorno, fino a sera.
E, a volte, anche oltre.
Non ti lascia dormire.
Eppure sai che ti fa male e non lo dovresti fare.
Che tanto, così, non risolvi niente.
Ma alla fine cedi, e quel messaggio di poche parole: "Ciao, come stai?" lo invii, nella speranza di una risposta.

By UMORA



021
16/03/2024

Che cosa ho capito in questi anni?
Ho capito che portare pazienza e stare in silenzio per non ferire non serve a niente.
Non sarai capito e la colpa di tutto ricadrà comunque su di te.

By UMORA


020
03/03/2024


C'è chi ha un profumo da ricordare
e chi un sorriso da dimenticare.


By UMORA


----------------0--------------0-----------



019
03/03/2024






Stella


Guardo il cielo
È pieno di stelle
Son tante son più di cento
E tra tutte una
Vorrei mi portasse
Un po di fortuna
È la Stella più bella
È vicino alla Luna
Mi guarda un momento
Accenna un sorriso
Poi fugge di scatto
Mi sfiora il viso
Allora d'impulso
Allungo la mano
Mi sono illuso
È già lontano
Guardo su in alto
La vedo ed è bella
Le sorrido contento
La chiamo Stella.


By UMORA




018 Bis
28/02/2024

La timidezza.
La timidezza, sai, è una brutta bestia.
Si, perchè non ti lascia mai essere te stesso.
E’ qualcosa che ti blocca in continuazione.
Pensi sempre di fare brutta figura, di non essere all’altezza, di fare la figura dell’imbranato, di essere giudicato per quello che non sei.
Quindi, quando ti capita di incontrare qualcuno di veramente speciale, hai paura di essere frainteso, di fare la figura di quello che ci prova con tutte, magari, di essere ridicolo.
E allora non fai nulla. Aspetti.
Aspetti che lei si accorga ti te, ti trovi interessante e te lo dimostri, te lo dica.
Così passano le settimane e i mesi e lei trova qualcun altro che non è così stupido come te e ci ha provato.

Poi succede qualcosa nella tua vita.
Qualcosa di inaspettato.
Qualcosa che ti fa capire che non siamoo qui in eterno, che non abbiamo tutto il tempo che vogliamo.
Qualcosa che ti fa capire quanto sei stato fortunato ad asserci ancora per poter provare certe emozioni.
Da quel momento senti che devi cambiare, che non puoi più sprecare il tuo tempo perchè nessuno di noi sa quanto gliene rimane a disposizione.
Allora ti costringi ad osare, a fare quel che non avevi mai avuto il coraggio di fare: dire a quella persona così speciale quanto speciale sia per te.
Lo fai con il cuore che batte a mille (e sarebbe meglio di no), con le mani sudate e tremanti, con la bocca secca e con la voce rotta dall’emozione.

Farai la figura dello stupido? pazienza.
Ti verrà dato il classico due di picche? pazienza.
Farai la figura del ragazzino alla prima cotta? pazienza

Per una volta nella tua vita hai preso l’iniziativa e non hai aspettato che le cose capitassero per caso.


By UMORA


018
16/02/2024


"
Ricordi quando mi chiedevi di scriverti qualcosa?
Io ci provavo e ti lasciavo il biglietto ripiegato cento volte sotto il tergicristallo della tua auto.
Tutte le volte era una frustrazione. Ogni parola scritta mi sembrava così banale, così misera per descrivere ciò che provavo.
Avrei voluto inventare parole nuove che potessero fotografare quanto importante fossi."

Marco guarda il foglio con le parole appena scritte con quella calligrafia tremante come allora. Perché le ha scritte? Lei non le potrà mai leggere. E' inutile andare avanti.
Così, anche questo foglio, appallottolato, finisce nel cestino insieme agli altri.



By UMORA


017
12/02/2024


Marco, in auto, sta andando verso una solitaria gita in montagna.
E, come sempre quand’è in macchina da solo, ha l’autoradio spenta e la mente che vaga tra presente e passato, tra quel che è e quel che sarebbe potuto essere la sua esistenza.
Ed è in mezzo a quei pensieri che gli compare nella mente un termine, un appellativo, un aggettivo che definisce così bene ciò che è stato, come si è sentito negli ultimi anni.
INCREDULO.
Si, perchè era incredulo quando lei gli disse la prima volta che era un uomo meraviglioso, una persona stupenda, un padre straordinario.
Era incredulo perché lui non si sentiva così. Sapeva di mettercela tutta per fare in modo che chi gli stava intorno si dovesse sentire a proprio agio e potesse sempre contare su di lui in caso di bisogno. Sapeva che i figli erano e sono la cosa più importante sulla faccia della Terra. Ma non si sentiva speciale. Si sentiva uno dei milioni di uomini che vivono cercando di non ferire in nessun modo chi gli sta accanto e che vogliono proteggere da tutto e da tutti i propri figli ed i suoi affetti.
Tutto qui.
Ed era ancora incredulo quando, la stessa persona, gli disse che quella storia, durata anni, era improvvisamente finita.
Era incredulo perché non capiva come la stessa donna che lo definiva meraviglioso, stupendo e straordinario adesso lo vedeva come uno insensibile, assente, distaccato e freddo.
Lui non era cambiato, e lo sapeva bene. Anzi, negli anni aveva imparato ad apprezzare sempre di più le qualità fuori dal comune di lei, ed anche i suoi difetti, che non vedeva più come tali.
Sì, incredulo è il termine adatto.
Incredulo che lui possa essere visto in modi così diversi dalla stessa persona,
Incredulo che la vita lo possa voler mettere alla prova un’altra volta.
Incredulo che debba nuovamente ricominciare da capo.
Si, Incredulo è il suo nuovo nome.


By UMORA


016
04/02/2024

Questo è il Lago d’Orta
e questa è l’Isola di San Giulio, con alle spalle proprio Orta, il piccolo borgo che dà il nome al lago, con la sua bellissima piazzetta.
Sembra che nelle acque del lago viva un drago.
Ho saputo che lì vicino vive la più grande esperta di draghi del mondo. Me l’hanno fatta conoscere due miei amici: uno scrittore ed un investigatore privato che vive proprio sull’Isola.
Lei studia da sempre il comportamento dei draghi ed ha scoperto che sono molto furbi.
A volte lei si apposta in riva al lago, nascosta dietro un cespuglio o un muretto, oppure un po’ più in alto, dove si può avere una vista migliore. Sta lì per ore ad osservare il lago aspettando che il drago esca un attimo dall’acqua, ma niente. E’ furbo. Sa che lì c’è lei che lo vuole fotografare.
Dopo un po’, stanca di quell’attesa, la bimba chiude gli occhi per un attimo. Giusto il tempo per farli riposare.
Ed è allora che il drago esce dal lago e comincia a volare a pelo d’acqua.
Quel rumore, come di un tuffo, sveglia la bambina, ma è troppo tardi. Il drago si è già rifugiato sul fondo del lago, nel suo nascondiglio.
E’ proprio furbo questo drago!


By UMORA


015
28/01/2024



Fortunati quelli che possono godere della bellezza e della pace di questi luoghi che, rispecchiandosi nel lago nelle fredde giornate invernali, restituiscono la poesia di un acquerello.

By UMORA


014
28/01/2024


Quando il sole tramonta dietro le montagne
l’acqua immobile del lago diventa d’argento,
il freddo torna padrone dell’aria che respiriamo
ed entrandoci dentro,
ci ricorda quel gelo che abbiamo ancora nel cuore
e che, per un attimo, avevamo dimenticato.


By UMORA



013
14/01/2024


Sono stanco di vedere lupi travestiti da pecore.
Sono stanco di carnefici che si dicono vittime.
Sono stanco di egocentrici che si fingono buoni samaritani per essere al centro dell'attenzione.
Sono stanco di stronzi che si mascherano da persone per bene.

Potete togliervi quella maschera perchè non potete fingere in eterno.
Basta saper aspettare e vi mostrerete per quello che siete.


By UMORA


012
12/01/2024



011
10/012024

(versione 1)
Marco, seduto su una sedia del suo salotto, sta leggendo l’ultimo giallo di Severgnini: “Un sasso nel lago”. E’ il suo modo d’ingannare il tempo da quando lei se n’è andata ed è rimasto solo in quella casa ormai troppo grande per lui.
Soprattutto adesso gli sembra vuota.
Lei invece sta dicendo al modo quanto sia felice ora che ha una nuova casa e una nuova vita.
Sta dicendo al mondo quanto sia felice ora che s’è lasciata alle spalle la sua vecchia vita, chi non l’ha mai capita, chi non l’ha mai apprezzata, chi l’ha solo usata, LUI.
Ad un tratto il telefono appoggiato sul tavolo si mette a vibrare. Un’occhiata allo schermo e legge il suo nome.
Perchè lo sta chiamando ancora?
Ecco, forse non lo sa, ma ogni volta che vede il suo nome sullo schermo del telefono il suo cuore perde un colpo.
Ogni volta quel solco pieno di dolore scavato nel suo cuore malato diventa un pochino più profondo.
Ogni volta vorrebbe non rispondere, ma gli manca e allora preme il tasto per prendere la chiamata e le chiede:
- Ciao, come stai?-


By UMORA
--------------------------
(versione 2)

Stai dicendo al mondo quanto sei felice ora che hai una nuova casa, una nuova vita.
Stai dicendo al mondo quanto sei felice ora che ti sei lasciata alle spalle la tua vecchia vita, chi non ti ha mai capita, chi non ti ha mai apprezzata, chi ti ha solo usata, ME.
E allora perché mi chiami ancora?
Ecco, forse non lo sai, ma ogni volta che ti sento il mio cuore perde un colpo.
Ogni volta quel solco pieno di dolore scavato nel mio cuore malato diventa un pochino più profondo.
Ogni volta vorrei non risponderti, ma mi manchi e allora ti chiedo:
- Ciao, come stai?-


By UMORA



010
09/01/2024


A Luigi Tenco fu chiesto: - Perchè scrivi solo canzoni tristi?-
e lui rispose : - Perchè quando sono felice esco.-
Ecco, credo che sia tutto qui.
Se si sente il bisogno di scrivere è perchè si è pervasi da un senso di malinconia o, peggio ancora, di tristezza o, peggio ancora, ci si sente soli tra la gente o, peggio ancora, ci si sente traditi da chi aveva avuto tra le mani il nostro futuro, il nostro cuore, la nostra anima.
Non si scrive per gli altri, si scrive per noi stessi, per liberarci da quel peso che non fa respirare.
Il foglio di carta diventa il nostro confidente silenzioso che ascolta, ma che non giudica e non da consigli.
E questo ci basta fino alla prossima pagina bianca.


By UMORA


009
02/12/2023
Cosa sono questi spilli di ghiaccio che scendono dagli occhi e vanno giù giù fino a conficcarsi nel cuore?

By UMORA


Ho smesso di cercarti quando hai deciso di non farti trovare.
Continuando avrei finito con l’odiarti.
Dopo tutti questi anni vorrei riprender la ricerca, ma ho il dubbio che tu non voglia ancora e allora rinuncio.


By UMORA


Ti sto urlando in faccia “VATTENE!”
Vattene perché non posso più sopportare di starti vicino dopo che hai scritto la parola FINE.
Ti sto urlando in faccia “VATTENE!”,
ma dentro di me sto urlando, con tutto il fiato che ho,
con la voce del silenzio: “RESTA! per favore NON ANDARE VIA!”

By UMORA




008
26/11/2023

Ieri sera, a cena, eravamo seduti uno accanto all’altra, eppure eravamo soli.
Questa mattina mi accorgo di non ricordare neanche com’erano i tuoi capelli. Questo mi rende triste.

By UMORA



007
25/11/2023

Sei entrata nella mia vita come un ciclone.
Ne stai uscendo in un modo altrettanto sconvolgente.
Alcune anime libere non si possono trattenere in una gabbia di quotidianità, neanche se fosse tutta dorata.
Tantomeno in una di ferro arrugginito come la mia vita.

By UMORA


Alcune persone entrano nella tua vita quando più ne hai bisogno e ne escono quando pensano che per te non sono più importanti.
Non sanno quanto si sbagliano!


By UMORA


“Perché non parli?”
Perché le parole possono fare bene o possono fare male, possono far sorridere o far piangere, se interpretate male possono ferire profondamente.
Una carezza fa sempre solo bene!


By UMORA




006
24/11/2023

Ci sono anime che s’incontrano, si avvinghiano, si attorcigliano, diventano un tutt’uno e rimangono indissolubilmente unite per l’eternità

Altre che possono solo tentare, provare all’infinito di trovare la loro complementare senza mai riuscirci.

Vorrei essere tra le prime, ma non è così.


By UMORA




005

22/11/2023

Giornata di sole, un pallido sole di metà Novembre. Marco, seduto in poltrona, passa da un social all’altro col suo cellulare, leggendo ovunque gli stessi indignati commenti sul fatto del giorno: l’ennesima ragazza attirata in una micidiale trappola architettata dall’ex fidanzato che diceva d’amarla.
Quello che colpisce Marco è leggere che, chi lo conosce, definisce l’assassino un “bravo ragazzo”.
E magari, per comune modo d’intendere oggi, “bravo” lo è davvero. Non beve, non fuma, non si droga, non frequenta cattive compagnie: un “bravo ragazzo” insomma.
Allora Marco si chiede: “Ma come fa un “bravo ragazzo” ad ammazzare brutalmente la ex ragazza?”
Marco non capisce. Anche lui sta vivendo la fine dell’ennesima storia di un amore che pensava fosse per tutta la vita. Nonostante ciò, mai e poi mai potrebbe pensare di farle del male. Men che meno di ucciderla e, meno ancora, premeditandolo.
Marco si chiede allora dove sta la differenza tra lui e quel ragazzo? Tra lui e quelli che commettono atti del genere?
Forse la risposta sta nel modo in cui sono cresciuti. Oh certo, anche a lui avranno insegnato che “una donna non si tocca neanche con un fiore”, che merita rispetto, ecc., ecc.. Anche lui a scuola avrà partecipato alle giornate contro la violenza alle donne. E allora? Cos’è che non ha funzionato?
Marco ripensa alla sua infanzia, alla sua adolescenza. La famiglia non viveva certo nel lusso e tutto ciò che era superfluo era bandito. Quindi alle sue richieste, nove volte su dieci, si sentiva rispondere NO. No, non puoi andare a giocare a calcio perchè la retta mensile è troppo cara; no, non possiamo permetterci di andare in vacanza quest’anno, al massimo faremo qualche gita in montagna o al lago. Il motorino? Marco se lo è comprato con i soldi guadagnati facendo il cameriere nel tempo libero. Marco si rende conto di essere cresciuto abituandosi a ricevere dei rifiuti. Poi, naturalmente c’erano anche i SI. E quelli erano dei SI preziosi, gratificanti. Ma i ragazzi o i bambini di oggi quanti NO ricevono alle loro richieste? Beh, è più semplice regalare una Play piuttosto che sentirlo frignare tutto il giorno. E poi, oggi i genitori lavorano molto e trascorrono pochissimo tempo con i figli, quindi è anche un modo per mettersi in pace con la coscienza: “non ho passato del tempo con mio figlio, ma almeno l’ho accontentato, gli ho fatto il regalo che desiderava e così mi vorrà ancora bene.”
Ecco, questo genera ragazzi che non sanno accettare, gestire e metabolizzare il rifiuto. Provano rabbia, si sentono smarriti. Il mondo gli casca addosso. E spesso la reazione è spropositata, è scellerata, è letale.
Un rumore risveglia Marco dal torpore in cui era caduto. Il gatto ha rovesciato per l’ennesima volta la ciotola dell’acqua.
Il cellulare è ancora acceso su quei commenti. Chiude l’App, si alza dalla poltrona e va a pulire il disastro.
C’è ancora un po’ di sole. Quattro passi all’aria aperta magari gli fanno passare quel mattone che sente ancora sullo stomaco.
Infila scarpe e cappotto e s’immerge nella luce del sole che tra poco tramonterà.

By UMORA




004

06/11/2023

Credevo d’essere immune.

Credevo d’essere ormai immune al dolore di un’amore che finisce.
Invece sono qui a scrivere di notti insonni, di aria che non arriva ai polmoni, del dolore provocato dall’anima stracciata, fatta a brandelli e gettata nel vento.

Sembra proprio che il mio sogno di una vecchiaia con accanto la donna che amo con cui scambiare coccole affettuose, accarezzando le nostre rughe senza vederle perchè per noi il tempo si è fermato a tanti anni fa, anche questa volta è svanito.

By UMORA



003

05/11/2023

Ho sempre pensato che…

Ho sempre pensato che bisogna fare molta attenzione ad usare le parole “ti amo” perchè così come puoi far toccare il cielo con un dito a qualcuno, allo stesso modo lo puoi far cadere nel buio più profondo quando scopre che quell’amore non era poi così grande.

Ho sempre pensato che quando si ama qualcuno per davvero si accettano e si rispettano anche tutti i suoi affetti più intimi, che siano questi i figli, i genitori o altro. In fondo loro c’erano prima di noi.

Ho sempre pensato che nell’ordine delle priorità viene prima l’amore per i propri figli, specie se piccoli, e poi quello per il proprio partner, e non perchè questi sia meno importante, ma perchè i figli hanno più bisogno della nostra presenza.

Ho sempre pensato che anche se la persona che amo ha qualche difetto, posso anche evitare di farglielo notare tutte le volte perchè ho sempre pensato che posso tenere per me un piccolo “fastidio” se posso evitare di ferire la persona che amo.

Ho sempre pensato che se la persona che amo commette un errore dovrei chiudere un occhio perchè quando sarò io a sbagliare, e capiterà, vorrei avere anch’io un’altra occasione.

Ho sempre pensato che l’amore non si misura nel numero o nel valore dei regali che si ricevono, ma in numero e intensità delle carezze. Sia quelle fisiche che dell’anima.

Quante cose che ho sempre pensato e la vita ha sempre cercato di convincermi che sbagliavo.
Fa niente, non cambio idea tanto facilmente.

By UMORA





002
17/11/2021

A volte, per caso.

Marco, sdraiato sul letto, respirava lento. Cercava di rilassarsi completamente e controllare il respiro. Aveva letto, da qualche parte, che si poteva arrivare a controllare il respiro ed anche il battito del cuore. E’ lì che voleva arrivare Marco: a fermare il suo cuore. Per sempre.
Non aveva senso che continuasse a battere se lei non c’era. Perchè deve continuare a battere? Per CHI?
Si concentrava Marco. Giorno dopo giorno, ma non raggiungeva mai il suo obiettivo. Gli sembrava di avvicinarsi, sì, ma senza mai raggiungerlo.
Poi, la vita ed il tempo ebbero il sopravvento.
Tornò a quella che poteva sembrare una vita normale.
Trovò una compagna, ebbe dei figli, si immerse nel lavoro.
Figli e lavoro furono la sua salvezza. Non aveva più tempo per pensare ad altro. Gli riempivano le giornate e i figli gli facevano sentire d’aver fatto qualcosa di buono in fondo.
Quando gli dissero che doveva partecipare a quel convegno fuori città, fu quasi felice. Ormai i ragazzi erano cresciuti e non avevano più bisogno della sua presenza.
Così, quando entrò nella sala del congresso, piena di gente, e lei gli passò accanto il suo cuore scoppiò letteralmente per la gioia.
Si accasciò lentamente, mentre lei lo guardava stupita.
Adesso lei è china su di lui. Lo incoraggia a resistere. Ma lui non vuole resistere. Sta bene ora. Fa un po’ fatica a tenere gli occhi aperti, ma gli sembra di vedere, negli occhi di lei, un cielo di un azzurro infinito ed un sole splendente.
E l’ultima cosa che sente è una lacrima salata che gli scorre lungo il viso. E non è sua
.

001
LA SORPRESA


Martedì, 6 Ottobre 2015.

Era già tardi quella mattina. Marco stava percorrendo la strada che, due volte la settimana, lo portava a scontrarsi con la bellezza mozzafiato del Monte Rosa.
Questa volta però quella montagna così maestosa non riusciva ad attirare la sua attenzione.
Stava ancora pensando a quanto era accaduto pochi minuti prima. Una cosa che si aspettava accadesse e che anzi sperava accadesse, ma che ora lo lasciava svuotato, senza più un sogno da inseguire, un’illusione da tenere in vita.
Quando l’aveva conosciuta lei era poco più di una ragazzina, mentre lui sfiorava la trentina e, se non fosse stato per il fatto che lavoravano per la stessa azienda, probabilmente non si sarebbero mai scambiati neppure una parola.
Ed invece, a poco a poco, tra una battuta stupida ed una confidenza, imparò conoscere meglio quella ragazza che nel frattempo si era fatta una donna, e di quelle che non passano inosservate agli occhi di un uomo. Tanto che ad un certo punto Marco se ne sentì attratto al punto da sentirsi addirittura stupido perchè a volte si sentiva come un ragazzino alle prese con le prime cotte.
Eppure lui non era un ragazzino. Aveva una moglie, dei figli. Cosa gli veniva in mente di pensare continuamente a lei. Nonostante questo un giorno, senza che se ne rendesse conto, senza che l’avesse pensato, pianificato, si ritrovò innamorato di lei.
Che fare in quella situazione? Nulla! Proprio nulla! Aveva una vita già fin troppo incasinata, con una moglie che sopportava ogni giorno di meno e dei figli che gli assorbivano tutte le energie che riusciva a sottrarre al lavoro.
Quante volte con la mente provò ad immaginare di togliersi quel peso dal cuore. Ma poi si sentiva morire al pensiero che se anche lei avesse condiviso i suoi stessi sentimenti, alla fine lui non avrebbe avuto nulla da offrirle. Nulla, se non se stesso ed una vita tutta in salita. Quindi, alla fine, ogni volta scacciava quella insana fantasia.
Così capitava che quando si trovavano a chiacchierare e a confidarsi le prove quotidiane che la vita ci costringe ad affrontare, e scopriva che lei si stava innamorando di qualcuno, Marco non poteva che fare il tifo per lei e per l’altro. Sperando che potesse essere felice almeno lei. Sapeva che non avrebbe mai trovato il coraggio di confidarle la verità e quindi sperava che lei potesse essere felice con qualcun altro.
Certo non era facile. A volte capitava che le loro confidenze diventassero tanto personali che temeva di non riuscire a trattenersi e di tradirsi. Allora l’impulso di prenderla tra le braccia e stringerla fino a toglierle il fiato era tanto forte che doveva fare uno sforzo enorme per controllarsi. Così, per qualche tempo, cercava di resistere alla tentazione di vederla o di sentirla.
Un giorno la vita di Marco improvvisamente cambiò. La moglie l’aveva messo alla porta e lui dovette cercarsi un’altra sistemazione. Non fu un periodo facile. Soprattutto perchè non poteva stare senza vedere i propri figli. Era difficile conciliare il lavoro e mantenere una quotidiana presenza nei loro confronti. Ma ce la stava facendo. E, per la prima volta dopo 20 anni, si sentiva finalmente di nuovo libero. Libero di riprendersi in mano la propria vita.
Così, quella mattina, quando lei le comunicò che finalmente il suo lui aveva deciso di fare il grande passo e di iniziare una nuova vita con lei (ironia della sorte: anche lui aveva lasciato la moglie proprio in quei giorni), Marco scoprì che quella notizia, che si era sempre illuso che l’avrebbe fatto felice perchè significava la felicità di lei, adesso gli era arrivata nello stomaco come la gomitata di uno sconosciuto: inaspettata e dolorosa. Tanto dolorosa da togliere il fiato. Tanto dolorosa da costringerlo a fermarsi un attimo e fare dei lunghi respiri.
Certo, aveva sorriso e l’aveva incoraggiata ad essere ottimista e fiduciosa, che tutto sarebbe andato bene e che le sue paure, sorte all’improvviso, erano del tutto normali, ma non bisognava ascoltarle.
Poi, le aveva fatto i suoi auguri, era salito in macchina e se n’era andato verso quella montagna che, in quella splendida mattina di sole, lui non riusciva proprio a vedere Rosa.


FINE.

Info

Significato

zanada - sost. f. dal dialetto Piemontese significa buffonata, scherzo. Al plurale diventa "zanade".
Testi inventati, ideati e scritti By UMORA
Social Media

  • Instagram
  • Facebook